Ricardinho.
Una vita dedicata
a leggere il gioco.
Campione olimpico. Due volte campione del mondo.
Palleggiatore e capitano di una generazione che ha segnato la pallavolo brasiliana.

LA STORIA
INIZIA
MOLTO PRIMA.
- Nome
- Ricardo Bermudez Garcia
- Nascita
- 19 novembre 1975
São Paulo, Brasile - Posizione
- PALLEGGIATORE
Prima di indossare la maglia 17 della nazionale, Ricardinho era un bambino che scopriva nella pallavolo una nuova strada.
L’incontro con lo sport è avvenuto nell’infanzia. Sono arrivati gli allenamenti, le giovanili e, poco a poco, il riconoscimento. Ma la sua carriera non è stata una sequenza ininterrotta di convocazioni e vittorie.
Alla fine degli anni Novanta non era certo che avrebbe continuato. Anni dopo, l’emozione sul podio olimpico avrebbe portato con sé anche il ricordo di quel periodo. L’oro da solo non racconta la storia: bisogna guardare a tutto ciò che lo ha preceduto.
Fonti e documenti del percorso ↓UN POSTO
DA CONQUISTARE.

La maglia 17, un segno distintivo del suo percorso in nazionale.
- INFANZIA
Il primo incontro con il campo
La pallavolo entra nella sua vita su consiglio medico, dopo un intervento per rimuovere un tumore benigno dalla gamba sinistra. A nove anni inizia un percorso che sarebbe diventato la sua professione.
- 1995
Un talento che conquista il mondo
Viene eletto miglior palleggiatore del Mondiale juniores in Malaysia. Il riconoscimento nelle giovanili apre la strada ai passi successivi.
- 1997
La prima convocazione nella nazionale maggiore
Riceve la prima opportunità nella nazionale maggiore brasiliana. L’arrivo non significa un posto garantito: c’era ancora una posizione da conquistare.
- 1999
Anche continuare è stata una decisione
Senza un club, arriva a considerare l’idea di lasciare lo sport. Con il sostegno della moglie resta nella pallavolo. Il percorso verso il vertice passa anche da questa ripartenza.
- 2001—03
L’affermazione di una generazione
Vince la World League 2001 e fa parte della squadra che conquista il primo titolo mondiale maschile del Brasile, nel 2002 in Argentina. Nel 2003 diventa titolare, vince un’altra World League e la Coppa del Mondo.

UN SOGNO.
UNA SQUADRA.
ORO OLIMPICO.
Ad Atene, Ricardinho è il palleggiatore titolare della nazionale campione olimpica. Nella finale contro l’Italia, il Brasile conquista l’oro.
La lettura rapida e la capacità di coinvolgere diversi attaccanti contribuivano a dare ritmo alla squadra. Dietro ogni alzata c’era una decisione che collegava il lavoro di tutti.
Atene 2004 · Pallavolo maschile · Brasile
Atene 2004
Londra 2012
2002 · 2006
World League
RICONOSCIMENTI
INDIVIDUALI.
- 2004
Miglior palleggiatore
Giochi Olimpici di Atene
- 2005
Miglior palleggiatore
Grand Champions Cup
- 2007
MVP — Miglior giocatore
World League
L’UOMO CHE
HA ACCELERATO IL GIOCO.
La palla lasciava le mani di Ricardinho e l’avversario doveva già decidere. Spesso non c’era tempo.
Dando più velocità all’alzata, Ricardinho ha ridotto il tempo tra la costruzione dell’azione e l’attacco. Il muro doveva spostarsi e organizzarsi più rapidamente. Con precisione e variazioni, creava opportunità prima che la difesa fosse pronta.
Non si trattava solo di accelerare la palla. Si trattava di leggere il gioco, conoscere gli attaccanti e mantenere l’intesa anche lontano dalla rete. Insieme a una generazione storica della nazionale brasiliana, ha contribuito a rendere la velocità un tratto distintivo della pallavolo brasiliana e un riferimento per il mondo.

“È stato uno spartiacque che ha cambiato il modo di giocare a pallavolo nel mondo.”
UN’AZIONE.
UN ALTRO TEMPO DI GIOCO.
Semifinale del Mondiale 2006. Contro Serbia e Montenegro, nel quarto set, Ricardinho recupera una palla oltre la linea di fondo e serve velocemente André Nascimento in posto 2.
Quello che sembrava improvvisazione era stato preparato. In un’intervista a UOL, Ricardinho ha raccontato che l’azione era stata allenata, tra errori e ripetizioni, e che André si aspettava già quell’alzata. Leggi il racconto di Ricardinho ↗
IL GIOCO
È CONTINUATO.
La sua carriera ha attraversato anche club e paesi. In Brasile, Ricardinho ha giocato in squadre come Banespa, Suzano, Minas e Vôlei Futuro. In Italia ha vestito le maglie di Modena e Treviso.
Dopo Atene sono arrivati nuovi titoli, un periodo lontano dalla nazionale, il ritorno ai Giochi Olimpici e la costruzione di un progetto fuori dal campo.
- 2006
Il Brasile è due volte campione del mondo
In Giappone partecipa a una nuova vittoria al Campionato Mondiale. Il titolo del 2002 non è più un’impresa isolata: quella nazionale torna a vincere sul più grande palcoscenico della pallavolo al di fuori dei Giochi Olimpici.
- 2007
Il miglior giocatore della World League
Viene eletto MVP della competizione. Chiude un ciclo di sei titoli di World League: 2001, 2003, 2004, 2005, 2006 e 2007.
- 2012
Il ritorno. Un’altra medaglia olimpica.
Dopo cinque anni lontano dalla nazionale, torna per i Giochi di Londra. Il Brasile arriva in finale e Ricardinho aggiunge l’argento olimpico alla sua storia.
- 2013
Un progetto a Maringá
Avvia il progetto Maringá Vôlei, unendo l’attività in campo alla costruzione di una squadra. L’esperienza inizia ad ampliarsi anche alla gestione.
- 2018
L’addio da atleta
Il 18 luglio, a 42 anni, annuncia il ritiro. Dopo aver giocato nel Maringá in Superliga, si dedica alla gestione del club e al lavoro di formazione.
ORA,
GUARDA IL GIOCO.
Le parole raccontano il percorso.
Le azioni mostrano il palleggiatore.
Rivedi la velocità, le scelte e la precisione di Ricardinho in campo.
Osserva dove guarda prima del palleggio, come si posiziona sotto la palla e come crea diverse possibilità d’attacco.

L’ESPERIENZA
NON SI FERMA
A LUI.
L’addio alle competizioni non ha chiuso il suo rapporto con la pallavolo. Il campo resta un luogo di incontro, insegnamento e sviluppo.
Oggi, in R17, Ricardinho condivide questa esperienza attraverso percorsi formativi, mentoring ed esperienze in presenza. Il sapere di chi ha vissuto l’alto livello aiuta atleti, allenatori e squadre a costruire il proprio percorso.
